“Liberare Il respiro”

Incontri Di Pranayama “Liberare Il respiro” con Federico Montesello una volta al mese (26/01/2020, 23/02, 29/03, 10/05, 24/05) – Le domeniche dalle 8:30 alle 11:30.

Il seminario tratterà di “Educazione al respiro” seguendo i principi del corretto funzionamento della meccanica respiratoria umana. Ogni aspetto trattato verrà vissuto attraverso pratiche guidate che aiuteranno il partecipante a contattare il proprio respiro e a liberarlo dai condizionamenti fisici ed emotivi che lo limitano nel quotidiano.

Tali pratiche costituiscono anche una preziosa risorsa per preparare corpo, respiro e mente alle pratiche del Pranayama sottile presenti nell’Hatha Yoga e nel Raja Yoga.

Un workshop vero e proprio, con una parte teorico-tecnica seguita da una pratica nella quale sperimenteremo quanto presentato. Un’occasione importante per chi vuole comprendere come liberare il corpo respiratorio per entrare in relazione con l’energia sottile che abita in ciascuno di noi.

1.Dal respiro limitato al kevala kumbhaka: il viaggio del Pranayama, Educazione respiratoria (1/5)

In questo seminario verranno sperimentate le condizioni attuali del nostro respiro, con tutti i condizionamenti che la quotidianità ha scritto dentro di noi. Insieme riprenderemo coscienza di quello che può essere il nostro respiro

  • Valutazione del nostro respiro attuale (Breath assessment )
  • Coscienza del diaframma
  • indipendenza addome/diaframma
  • liberazioni fasi respiratorie (in/ex)
  • respiro frazionato per recupero capacità polmonare
  • consapevolezza delle tre fasi respiratorie
  • tono addominale
  • altro…

N.B. I contenuti del seminario potrebbero essere soggetti a variazioni in base alla tipologia ed esperienza dei partecipanti.

2. Il respiro completo

In questo seminario verrà indagato il nostro respiro, alla ricerca della pienezza respiratoria che il nostro corpo ci permette se lasciamo andare gli schemi mentali e gli automatismi, affidandoci totalmente alle sensazioni.

  • respiro spontaneo e respiro libero
  • liberazione dagli automatismi respiratori
  • Ricerca del proprio respiro spontaneo
  • Differenti pratiche (consapevoli e non) di Respiro Completo
  • Maha Yoga Pranayama.

3.Tecniche di Pranayama

Verranno descritte e sperimentate alcune delle tecniche millenarie trasmesse dagli antichi Rishi per preparare l’essere umano ad abbandonare, oltre al corpo (grazie ad asana), anche il respiro (grazie al Pranayama), per avvicinarsi sempre più al Silenzio esteriore ed interiore che è un passaggio fondamentale per lasciar nascere Dhyana, la meditazione.

  • Purificazioni : Kapalabhati – Mukha Bastrika, …
  • Bandha Traya : Uddiyana Bandha
  • Tecniche : Ujjayi – Buddhi Mudra Pranayama – Anuloma/Viloma/Nadi Sodhana – …
  • Allungamento del respiro con Om.

4.L’energia nel Pranayama

Verranno esposti e sperimentati in questo seminario i contenuti più sottili della pratica, cercando di andare aldilà delle tecniche per entrare in contatto con il piano energetico che è il soggetto vero e proprio di tutto il Pranayama. Il prana, l’energia sottile che si muove in noi come manifestazione del Prana che da Vita all’Universo stesso.

  • concetto di Brhmana/Langhana
  • nervo vago
  • pratica di Surya/Chandra Bedhana.

5.Pranayama sottile

Nel seminario conclusivo sperimenteremo insieme attraverso una pratica che sarà costruita appositamente sulle caratteristiche del gruppo dei partecipanti ed che avrà l’obiettivo di metterci nelle migliori condizioni per poter riconoscere ed apprezzare il contatto con il mondo di energie sottili che il Pranayama attraverso le sue tecniche è in grado di plasmare.

Le fasi lunari e la loro influenza sugli esseri umani

Patthabi Jois, padre dell’Ashtanga Yoga, affermava che nella pratica bisogna bloccare le articolazioni e l’energia (Marichasana, Kurmasana, Garbha Pindasana…) per poi avere uno sblocco. Nella prima serie –Yoga Chikitsa- si ha una variazione e allinemaneto della colonna vertebrale (sushumna), dove secondo la medicina tradizionale cinese, risiede e scorre la nostra energia vitale (kundalini).

Nella pratica , nei primi anni, si ha una consapevolezza del prorpio corpo e si comincia a “sentirsi”, e nei blocchi delle varie articolazioni, nelle asana, trovo le mie difficoltá, il mio sconforto. Giorno dopo giorno tendo a vedere sempre piu’ il bicchiere mezzo vuoto, non mezzo pieno. E la pratica mi sembra non avanzare. Nel mese della pratica dei cicli della luna (con due incontri alla settimana), abbiamo lavorato sui blocchi, sia energetici che fisici, e i risultati sono stati notevoli. Ognuno, nella sua forma ha sentito, ascoltato, vissuto il prorpio corpo, liberandolo e sbloccandolo.

I muscoli , I tendini, le articolazioni vengono sottoposte ad uno sforzo e aperture tale da arrivare allo sblocco, per poter poi avere una fluidita’ nella pratica e un sollievo. Segeundo I Quattro pilastri dell’Ashtanga per arrivare a praticarlo nella sua essenza (Ujjai breath, I Drishti, I bandhas, il vinyasa) si potra’ arrivare ad un livello buono di dominanza della pratica e ad una postura eretta. Nei cicli della luna ci sono dei tipi di pratica che si possono eseguire seguendo le fasi e capendo l’influsso che essa ha su di noi.

Le fasi lunari influenzano la energia, l’ellettromagnetismo della Terra, la crescita delle piante, la maternita’, e latri processi biologici. Ed e’ interessante seguire una piccola indicazione per capire come agire durante i cicli della luna.

LE 4 fasi della luna

Luna crescente

Assorbe, pianifica, sviluppa, attira, accumula, aumenta la tensione. Il corpo fisico assimila  molto meglio le energie e le sostanze benefiche ma anche quelle nocive. Sempre durante la Luna crescente è indicato realizzare alcune azioni, tra cui menzioniamo le più importanti: iniziare i trattamenti naturisti, l’assunzione di piante, vitamine, e in generale tutte quelle azioni attraverso le quali si desidera assimilare, cominciare le cure per mettere peso, iniziare un affare o un progetto, iniziare una pratica spirituale, iniziare generalmente qualunque tipo di azione che vogliamo sia durevole.

Tipo di yoga da praticare: yoga energetico come Vinyasa o Ashtanga o altri tipi di pratiche per contrastare lo stato di tensione.

Luna piena

La Luna Piena amplifica gli stati negativi, quali l’orgoglio, la rabbia, l’egoismo, le tendenze dominatrici. Ne consegue che il buon senso, il distacco, l’umiltà, la semplicità, la buona volontà, giocano un importante ruolo di bilanciamento di questi stati d’animo, unitamente ad una pratica yogica che possa esprimere la massima energia. Difatti in questa fase lunare e’molto maggiore l’incidenza di rapine,  incidenti, omicidi, suicidi, ecc. rispetto ad altri periodi. Per esempio nelle 36 ore del periodo di Luna piena (18 ore prima e 18 ore dopo il momento massimo di Luna piena) è consigliabile evitare i viaggi, le escursioni, qualunque tipo di attività che implichi un certo rischio per la nostra vita o per la nostra salute; in generale si deve evitare di iniziare qualunque tipo di progetto importante e qualunque affare.

Gli effetti sulla nascita, secondo la influenza della luna piena, si college alla correlazione dei cicli lunari (29 giorni circa) e la ciclicità biologica femminile (28 giorni); una delle supposizioni alla base del binomio luna-fertilità fa riferimento alla forza di gravità esercitata dalla luna e alla sua capacità di provocare meree ovvero l’innalzamento del livello dell’acqua presente sulla terra provocato dall’attrazione da parte della luna. In qualche modo, tale influsso potrebbe agire anche a livello del liquido amniotico in cui il feto soggiorna durante i nove mesi producendo degli effetti sulla nascita.

Tipo di yoga da praticare: asanas per la zona pelvica e in caso di mestruazione si evita di eseguire posizioni di inversione. Asanas di opening chakra del cuore e asanas di positivita’.

Luna calante

Elimina, respinge, diminuisce la pressione. Il corpo fisico elimina molto più facilmente le sostanze nocive.

Durante la Luna calante è indicato realizzare alcune azioni tra cui menzioniamo: la disintossicazione e la purificazione dell’organismo (il regime Oshawa, Shank Prakshalana, ecc.);

Un famosissimo detto dice che gli astri inclinano ma non decidono, l’uomo intelligente comprende che gli astri  inclinano soprattutto a seconda della propria attitudine. Si  dice altrettanto che sapere è potere, questo significa che  quando sai, quando conosci, quando sei informato, hai la  possibilità e il potere di agire in un determinato modo. Gli orientali affermano che l’azione è superiore alla non azione e che sapere e non agire è sinonimo di suprema vigliaccheria.

Utilizzando la nostra ragione ci comporteremo da Uomini, pensando, ed eviteremo di agire istintivamente, cosa che è caratteristica del mondo animale. In questo senso è bene ricordare che all’essere umano è stato dato il più grande dono, il libero arbitrio, affinché avesse la possibilità di costruire il proprio destino attraverso le proprie scelte e non per essere schiavo degli avvenimenti passeggeri.

Tipo di yoga da praticare: Pranayama per depurare, Asanas di eliminazione tossine e yoga sull’ascolto. Front bending asanas per aiutare l’apparato digestivo alla purificazione.

Luna nuova (luna nera)

Questo è il periodo massimo della fase calante della luna, è il momento neutro, zero, nella tradizione indiana chiamato anche Shivaratri (la notte di Shiva). Questo giorno è un momento molto buono per iniziare una pratica spirituale e per iniziare cose nuove (per esempio smettere di fumare, smettere di bere alcol e in generale abbandonare le cattive abitudini di cui vogliamo sbarazzarci). E’ altresì un buon momento per realizzare tecniche di purificazione quali Vamana Dhauti, Shank Prakshalana, ecc. In poche parole se vogliamo liberarci di qualcosa, questo è il momento adatto. La Luna Nuova è l’inizio della fase di crescita del ciclo lunare, nella fase di Luna Crescente si attua il processo di accumulo, sedimentazione, rigenerazione della struttura fisica e sottile.

Desideri e scelte in questa fase sono possibilmente realizzabili.

Tipo di yoga da praticare:meditazione, campane tibetane , yoga Kundalini e alter partiche dedicate alla serenita’ e al riequilibrio della energia vitale.

Le fasi lunari variano: ogni sette giorni all’incirca si ha un cambiamento di un quarto di luna. Diversi studi e in tutte le misurazioni ormonali è emerso che, accanto ai cicli mensili, alcuni ormoni quali il cortisolo o il testosterone, hanno un ciclo circa settano. Pensiamo anche alle abitudini culturali come il riposo domenicale o il digiuno del venerdì… non sono altro che modalità inconsce di aderire alle fasi lunari attraverso la vita di relazione e un modo per armonizzarci coi bioritmi neuroendocrini e immunitari interni. Persino la febbre tifoidea nella sua evoluzione naturale (non alterata da assunzione di antibiotici) prevede una serie di quattro settenari di fase alterne dal suo esordio alla guarigione.

Enjoy the practice, by Shanti

Practice, Practice, Practice

“Ashtanga Yoga is 99% practice and 1% theory”
Sri K. Pattabhi Jois

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“La pratica di asana e pranayama è una pratica che, eseguita con determinazione e costanza, porta al controllo del proprio corpo ( del proprio se’) e della mente”.

Come diceva Patthabi Jois quindi in primo luogo e’:

“ practice, practice, practice” per avere una reale comprensione dello Yoga.

Normalmente le prime classi di Astanga Yoga, nella mia piccola esperienza, iniziano con sentimenti di euforia, volonta’, passione, mescolati con l’energia di tutte le persone presenti nella stanza. Dopo alcuni mesi o dopo un anno, entrano dei sentimenti di contraddizione, frustrazione, si vuole capire se la pratica che stiamo eseguendo, essendo molto fisica e dura, portera’ mai a un risultato! E improvvisamente tutti sono in grado di chiudere qualche asana, tutti meno che il sottoscritto! Si muove la nostra energia ristagnante, cominciano a uscire i primi “nodi” emozionali passati, e l’effetto di positivita’ delle prime settimane svanisce.

Ed e’ proprio qui che il nostro lavoro interiore ha inizio. Pensiamo sia una coincidenza questa sensazione di dubbio e malessere psico-fisico. Ma non lo e’! Se una persona decide di seguire costantemente la pratica, ecco che allora arriva il risultato. Arrivano le sensazioni di benessere, leggerezza, serenita’, arrivano le risposte. Controllare la propria mente, personalmente, e’ anche legato al senso di liberta’.

Che cosa significa veramente essere liberi? Come si puo’ essere felici se affidiamo la nostra felicita’ sempre nelle mani di altre persone o altre situazioni? Come possiamo essere felici se la serenita’ e la gioia non partono dal nostro piu’ profondo “Io”?

Una famosa frase buddhista che sempre mi eccheggia nella mente e’ “LA FELICITA’ E’ UNA SCELTA”.

E con la pratica dello yoga costante impareremo a dominare il nostro corpo, a respirare, a volerci bene, a dominare la nostra mente e improvvisamente noi decideremo di essere felici. Noi nel nostro essere, e chi sara’ al nostro fianco si illuminera’ della nostra energia, luce, serenita’, armonia. Avete mai visto o sentito la vicinanza di un vero yogi cosa provoca in noi? Sensazioni di pace e tranquillita’, felicita’ assoluta.

Questo’ e’ amare noi stessi.

Questo e’ yoga.

Questa e’ la vera pratica.

Questoa e’ la vera liberta’.

Practice, Practice, Practice…for to be free!

Namaste’

 

La pratica con la Luna Piena

Nella pratica di Ashtanga Vinyasa yoga intensa dobbiamo essere messi al corrente che ci sono dei giorni dove non è consigliato praticare, che sono quelli di luna piena e di luna nuova. Questo si applica tendenzialmente a coloro che praticano tutti i giorni lo stile Mysore (Ashtanga Vinyasa Yoga). Come la marea viene influenzata dalla Luna, anche noi creature umane che siamo composte del 75% di acqua subiamo l’influenza dei essa.

Le fasi lunari sono determinate dalla posizione della luna rispetto al sole. La luna piena avviene quando essi sono in opposizione e la luna nuova quando sono in congiunzione. Sia il sole che la luna esercitano una forza gravitazionale sulla terra. Praticando Ashtanga Yoga nel tempo ci rende più in sintonia con i nostri cicli naturali. Riposare nei giorni di luna è un modo per riconoscere ed onorare i ritmi della natura così da vivere più in armonia con essa.

Quando la luna è piena è meglio non praticare, perche’ il corpo diventa piu’ sensibile, si verificano picchi o cali di energia che possono aumentare il rischio di infortu­ni. In luna piena si e’ dotati di una eccessiva energia e può quindi succedere di spin­gersi al di là dei propri limiti ed esagerare i movimenti, sollecitando eccessivamente muscoli e articolazioni . In luna nuova, in­vece, l’energia è molto bassa e dunque si è più deboli e soggetti a farsi male.

Ho letto anche dell’opinione di Eddie Stern – un altro insegnante dell’Ashtanga Yoga New York & Broome Street Temple – che ci spiega fondamentalmente la ragione piu’ importante per la quale il cretaore dell’Ashtanga Pattabhi Jois era solito riposare dall’insegnamento nei giorni di amavasya (luna nuova) and purnima (luna piena).

In occasione di amavasya e purnima alcuni rituali dovevano essere celebrati sia dagli insegnanti che dagli studenti, i quali erano tutti bramini, quindi se il maestro Patthabi non praticava, nemmeno i partecipanti lo dovevano fare. Pattabhi Jois diceva nelle sue classi che “se un insegnante insegna nuovi argomenti in occasione dei giorni di luna, la sua conoscenza diminuirà nel tempo, e se lo fa il giorno prima o dopo, sarà la conoscenza dello studente a declinare”. Curioso vero?

Fin da quando Pattabhi Jois divenne uno studente al Maharaja’s Pathashala, prendersi quei giorni di riposo dall’insegnamento era diventata un’abitudine ed un’osservanza per lui.

In secondo luogo il cognome dello stesso Jois e’ legato al termine Iyotish che si ricollega all’astrologia vedica. Secondo Jois, nei giorni di luna piena e nuova per colpa di una congiunzione di Nakshatra, eventuali traumi (probabili) avrebbero necessitato di tempi di guarigione più lunghi. L’astrologia era una sua tradizione di famiglia. E dal momento che lo stesso considerava lo yoga come una pratica di origine Vedica, e che la conoscenza delle Upanishads dovesse essere compresa attraverso la pratica degli asana e del pranayama, egli attribuì all’insegnamento dello yoga le stesse osservanze che applicava nell’insegnare i Veda.

Del resto Pattabhi Jois praticava Ashtanga yoga dall’eta’ adolescienziale e ci piace pensare che questa pratica si diffonda come lui la eseguiva , rispettando le regole che lui ha dettato!

C’e una storia divertente che ho letto in un libro della pratica yoga che ci fa pensare proprio a queste ultime parole: “uno studioso santo era solito dare classi sulla Bhagavad Gita ogni sera sotto un albero vicino ad un villaggio. Aveva un gatto, e questo gatto a volte correva tra la folla disturbando. Come risultato, il saggio cominciò a legare il gatto all’albero durante la classe. Dopo qualche tempo, lo studioso dismise le sue spoglie mortali. Uno dei suoi discepoli continuò a dare le lezioni sulla Bhagavad Gita sotto l’albero, e continuò a legare il gatto all’albero durante la classe. Dopo qualche tempo il gatto morì ed il discepolo ne comprò un altro. Dopo 3 generazioni, un discepolo scrisse un documento sulla tradizione sacra di legare un gatto all’albero mentre si dà una classe sulla Bhagavad Gita.”

Quindi se teniamo conto che l’illustre Patthabi usava questa metolodogia di training rispettando I cicli della Luna, in segno di rispetto per Pattabhi Jois, ai suoi metodi ed ai suoi insegnamenti, è buono per i suoi studenti continuare con l’osservanzadi queste piccolo regole.

Namaste’

 

Consigli per una sana vita da ashtanguero

Le note che seguono la pratica devono essere accuratamente comprese prima di andare avanti. Sebbene si può praticare le asanas lo stesso, diventano più efficaci e benefiche quando vengono eseguite nel modo corretto dopo la preparazione.

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Respirazione: deve avvenire sempre attraverso il naso, e seguire il sistema Vinyasa, ovvero in coordinazione con il movimento.

Consapevolezza: lo scopo delle asanas è quello di integrare diversi livelli del nostro corpo, ovvero fisico, pranico, mentale, emozionale, psichico e spirituale. La consapevolezza in questo contesto, può essere inteso come notare le sensazione nel corpo in maniera cosciente, il movimento fisico, la postura in sé, la respirazione in sincronizzazione con il movimento, il fluire del prana, la concentrazione su aree del corpo o chakra specifici, e la cosa più importante la testimonianza e i pensieri – sentimenti che possono sorgere durante la pratica. Questa consapevolezza è l’essenza per poter ottimizzare la nostra pratica giornaliera.

Relax: in ogni momento della pratica che ci sentiamo mentalmente o fisicamente stanchi possiamo praticare Shavasana per poi continuare la pratica serenamente!

Sequenza: quando la pratica diventa costante, la respirazione entra in coordinazione col movimento, si potrà iniziare a praticare “shatkarma” (le pulizie del corpo), pratyahara, dharana e dhyana.

Tempo dello pratica: normalmente il momento perfetto per praticare Ashtanga Vinyasa yoga è la mattina prima dell’alba –brahmamuhurta- dove la nostra mente non ha profonde impressioni sul livello della conscienza, c’è assenza di pensiero in preparazione per la giornata; l’atmosfera è pulita; l’attività dello stomaco e dell’intestino è ferma. Si può altrimenti praticare prima del tramonto .

Età: non ci sono limiti di età per la pratica yoga, lo possono seguire tutte le persone che non presentino gravi patologie o problemi gravi alle aticolazioni.

Luogo della pratica: il posto dove si esegue la pratica dovrà essere ben ventilato con aria corrente non aria condizionata, pulito e con pochi mobili o strumenti. Non ci dovranno essere troppe fonti elettriche e possibilmente in assenza di rumore, compresa la musica: l’unico suono sarà quello del respiro Ujjayi. In India preferibilmente l’Ashtanga yoga si pratica all’aria aperta, in un giardino fiorito o nel bosco.

Indumenti: preferibilmente comodi e di cotone, non usare materiali sintetici. Togliere tutti i tipi di collane e braccialetti che potrebbero distogliere l’attenzione dalla pratica.

Doccia: è consigliato farsi la doccia prima della pratica mattutina, aumenta le prestazioni delle asanas.

Stomaco vuoto: la pratica va eseguita a stomaco vuoto altrimenti sarebbe impossibile eseguire la respirazione corretta. Se si pranza o si merenda bisogna aspettare dalle 2 ale 4 ore dal pasto, dipende dalla propria digestione, se lenta o veloce. Prima della pratica quello che si puo’ fare e’ bere mezzo litro di acqua preferibilmente tiepida per riscaldare gli organi interni, soprattutto la vescica e l’intestino, e per nutrire le cellule ed evitare crampi muscolari.

Dieta:non c’e’ una dieta specifica per chi pratica yoga, le dicerie sul praticare vegetarianismo son incorrette! Bisogna cercare solo di avere una alimentazione equilibrata e leggera, ascoltare il nostro corpo e’ l’unica soluzione! L’unica cosa da seguire e’ questa: evitare cibi acidi che possono aiutare l’insorgere di acidità’ di stomaco e favorire l’insorgere di patologie molto frequenti oggigiorno.

Posizioni inverse: ricordarsi che nella pratica completa della prima serie del’Ashtanga Vinyasa yoga ogni asana dove si pratica un piegamento in avanti, bisogna praticare una contrapposizione con un piegamento all’indietro’ per controbilanciare la curvatura della schiena e dei muscoli annessi.

Non sforzare: qualsiasi sforzo eccessivo nelle asanas potrebbe provocare degli strappi muscolari quindi cercare di capire il nostro limite a livello muscolare e’ consigliato; non si deve cercare di arrivare alla chiusura della posizione con fretta, ci vuole pazienza e concentrazione.

Controindicazioni: le persone con operazioni recenti, problemi cardiaci, ulcere, ernie o con incidenti dove la colonna vertebrale e’ stata danneggiata devono consultare il medico per l’eventuale frequenza al corso di yoga.

Con le mestruazioni preferibilmente non eseguire la pratica, ed evitare tutte le posizioni invertite dopo i primi giorni di mestruazione.

So enjoy Ashtangueros and be happy!!!!