Lo yoga nel trattamento della scoliosi

La scoliosi e’ una deviazione laterale e una deformita’ rotatoria della spina dorsale. Quando la grandezza della curva scoliotica  supera i 20 gradi, c’e il rischio di una progressione dopo la maturita’ scheletrica. E nei casi piu’ gravi puo’ condizionare la respirazione a causa del restringimento della gabbia toracica. La scoliosi agisce anche sulla cintura pelvca, creando una percezione di una gamba piu’ corta dell’ altra; o a livello scapolare creando lo stesso effetto sulle braccia. I muscoli del lato convesso diventano piu’ corti del lato concavo, e qui entra in gioco lo yoga Theraphy, aiutando a contrastare questo processo, allungando i muscoli e i tendini che si sono accorciati.

Nello Yoga theraphy si cerca, attraverso posizioni suavi, di coreggere la posizione della colonna vertebrale (sushumna) attraverso flessioni, estensioni, rotazioni e posizioni di mantenimento.

Questa immagine di flessione anteriore in Paschimottonasana rende chiaro quello di cui si tratta: allungando la parte della schiena scoliotica del lato concavo con i muscoli accorciati, si arriva al rinforzo e all’allungamento dei muscoli stessi, per portare nel tempo al bilanciamneto delle discrepanze che si percepiscono nella lunghezza degli arti, e puo’ migliorare la conduttivitta’ dei nervi della colonna vertebrale.

(tratto dal testo di Ray Long)

 

La pratica con la Luna Piena

Nella pratica di Ashtanga Vinyasa yoga intensa dobbiamo essere messi al corrente che ci sono dei giorni dove non è consigliato praticare, che sono quelli di luna piena e di luna nuova. Questo si applica tendenzialmente a coloro che praticano tutti i giorni lo stile Mysore (Ashtanga Vinyasa Yoga). Come la marea viene influenzata dalla Luna, anche noi creature umane che siamo composte del 75% di acqua subiamo l’influenza dei essa.

Le fasi lunari sono determinate dalla posizione della luna rispetto al sole. La luna piena avviene quando essi sono in opposizione e la luna nuova quando sono in congiunzione. Sia il sole che la luna esercitano una forza gravitazionale sulla terra. Praticando Ashtanga Yoga nel tempo ci rende più in sintonia con i nostri cicli naturali. Riposare nei giorni di luna è un modo per riconoscere ed onorare i ritmi della natura così da vivere più in armonia con essa.

Quando la luna è piena è meglio non praticare, perche’ il corpo diventa piu’ sensibile, si verificano picchi o cali di energia che possono aumentare il rischio di infortu­ni. In luna piena si e’ dotati di una eccessiva energia e può quindi succedere di spin­gersi al di là dei propri limiti ed esagerare i movimenti, sollecitando eccessivamente muscoli e articolazioni . In luna nuova, in­vece, l’energia è molto bassa e dunque si è più deboli e soggetti a farsi male.

Ho letto anche dell’opinione di Eddie Stern – un altro insegnante dell’Ashtanga Yoga New York & Broome Street Temple – che ci spiega fondamentalmente la ragione piu’ importante per la quale il cretaore dell’Ashtanga Pattabhi Jois era solito riposare dall’insegnamento nei giorni di amavasya (luna nuova) and purnima (luna piena).

In occasione di amavasya e purnima alcuni rituali dovevano essere celebrati sia dagli insegnanti che dagli studenti, i quali erano tutti bramini, quindi se il maestro Patthabi non praticava, nemmeno i partecipanti lo dovevano fare. Pattabhi Jois diceva nelle sue classi che “se un insegnante insegna nuovi argomenti in occasione dei giorni di luna, la sua conoscenza diminuirà nel tempo, e se lo fa il giorno prima o dopo, sarà la conoscenza dello studente a declinare”. Curioso vero?

Fin da quando Pattabhi Jois divenne uno studente al Maharaja’s Pathashala, prendersi quei giorni di riposo dall’insegnamento era diventata un’abitudine ed un’osservanza per lui.

In secondo luogo il cognome dello stesso Jois e’ legato al termine Iyotish che si ricollega all’astrologia vedica. Secondo Jois, nei giorni di luna piena e nuova per colpa di una congiunzione di Nakshatra, eventuali traumi (probabili) avrebbero necessitato di tempi di guarigione più lunghi. L’astrologia era una sua tradizione di famiglia. E dal momento che lo stesso considerava lo yoga come una pratica di origine Vedica, e che la conoscenza delle Upanishads dovesse essere compresa attraverso la pratica degli asana e del pranayama, egli attribuì all’insegnamento dello yoga le stesse osservanze che applicava nell’insegnare i Veda.

Del resto Pattabhi Jois praticava Ashtanga yoga dall’eta’ adolescienziale e ci piace pensare che questa pratica si diffonda come lui la eseguiva , rispettando le regole che lui ha dettato!

C’e una storia divertente che ho letto in un libro della pratica yoga che ci fa pensare proprio a queste ultime parole: “uno studioso santo era solito dare classi sulla Bhagavad Gita ogni sera sotto un albero vicino ad un villaggio. Aveva un gatto, e questo gatto a volte correva tra la folla disturbando. Come risultato, il saggio cominciò a legare il gatto all’albero durante la classe. Dopo qualche tempo, lo studioso dismise le sue spoglie mortali. Uno dei suoi discepoli continuò a dare le lezioni sulla Bhagavad Gita sotto l’albero, e continuò a legare il gatto all’albero durante la classe. Dopo qualche tempo il gatto morì ed il discepolo ne comprò un altro. Dopo 3 generazioni, un discepolo scrisse un documento sulla tradizione sacra di legare un gatto all’albero mentre si dà una classe sulla Bhagavad Gita.”

Quindi se teniamo conto che l’illustre Patthabi usava questa metolodogia di training rispettando I cicli della Luna, in segno di rispetto per Pattabhi Jois, ai suoi metodi ed ai suoi insegnamenti, è buono per i suoi studenti continuare con l’osservanzadi queste piccolo regole.

Namaste’