Lo yoga nel trattamento della scoliosi

La scoliosi e’ una deviazione laterale e una deformita’ rotatoria della spina dorsale. Quando la grandezza della curva scoliotica  supera i 20 gradi, c’e il rischio di una progressione dopo la maturita’ scheletrica. E nei casi piu’ gravi puo’ condizionare la respirazione a causa del restringimento della gabbia toracica. La scoliosi agisce anche sulla cintura pelvca, creando una percezione di una gamba piu’ corta dell’ altra; o a livello scapolare creando lo stesso effetto sulle braccia. I muscoli del lato convesso diventano piu’ corti del lato concavo, e qui entra in gioco lo yoga Theraphy, aiutando a contrastare questo processo, allungando i muscoli e i tendini che si sono accorciati.

Nello Yoga theraphy si cerca, attraverso posizioni suavi, di coreggere la posizione della colonna vertebrale (sushumna) attraverso flessioni, estensioni, rotazioni e posizioni di mantenimento.

Questa immagine di flessione anteriore in Paschimottonasana rende chiaro quello di cui si tratta: allungando la parte della schiena scoliotica del lato concavo con i muscoli accorciati, si arriva al rinforzo e all’allungamento dei muscoli stessi, per portare nel tempo al bilanciamneto delle discrepanze che si percepiscono nella lunghezza degli arti, e puo’ migliorare la conduttivitta’ dei nervi della colonna vertebrale.

(tratto dal testo di Ray Long)

 

Le fasi lunari e la loro influenza sugli esseri umani

Patthabi Jois, padre dell’Ashtanga Yoga, affermava che nella pratica bisogna bloccare le articolazioni e l’energia (Marichasana, Kurmasana, Garbha Pindasana…) per poi avere uno sblocco. Nella prima serie –Yoga Chikitsa- si ha una variazione e allinemaneto della colonna vertebrale (sushumna), dove secondo la medicina tradizionale cinese, risiede e scorre la nostra energia vitale (kundalini).

Nella pratica , nei primi anni, si ha una consapevolezza del prorpio corpo e si comincia a “sentirsi”, e nei blocchi delle varie articolazioni, nelle asana, trovo le mie difficoltá, il mio sconforto. Giorno dopo giorno tendo a vedere sempre piu’ il bicchiere mezzo vuoto, non mezzo pieno. E la pratica mi sembra non avanzare. Nel mese della pratica dei cicli della luna (con due incontri alla settimana), abbiamo lavorato sui blocchi, sia energetici che fisici, e i risultati sono stati notevoli. Ognuno, nella sua forma ha sentito, ascoltato, vissuto il prorpio corpo, liberandolo e sbloccandolo.

I muscoli , I tendini, le articolazioni vengono sottoposte ad uno sforzo e aperture tale da arrivare allo sblocco, per poter poi avere una fluidita’ nella pratica e un sollievo. Segeundo I Quattro pilastri dell’Ashtanga per arrivare a praticarlo nella sua essenza (Ujjai breath, I Drishti, I bandhas, il vinyasa) si potra’ arrivare ad un livello buono di dominanza della pratica e ad una postura eretta. Nei cicli della luna ci sono dei tipi di pratica che si possono eseguire seguendo le fasi e capendo l’influsso che essa ha su di noi.

Le fasi lunari influenzano la energia, l’ellettromagnetismo della Terra, la crescita delle piante, la maternita’, e latri processi biologici. Ed e’ interessante seguire una piccola indicazione per capire come agire durante i cicli della luna.

LE 4 fasi della luna

Luna crescente

Assorbe, pianifica, sviluppa, attira, accumula, aumenta la tensione. Il corpo fisico assimila  molto meglio le energie e le sostanze benefiche ma anche quelle nocive. Sempre durante la Luna crescente è indicato realizzare alcune azioni, tra cui menzioniamo le più importanti: iniziare i trattamenti naturisti, l’assunzione di piante, vitamine, e in generale tutte quelle azioni attraverso le quali si desidera assimilare, cominciare le cure per mettere peso, iniziare un affare o un progetto, iniziare una pratica spirituale, iniziare generalmente qualunque tipo di azione che vogliamo sia durevole.

Tipo di yoga da praticare: yoga energetico come Vinyasa o Ashtanga o altri tipi di pratiche per contrastare lo stato di tensione.

Luna piena

La Luna Piena amplifica gli stati negativi, quali l’orgoglio, la rabbia, l’egoismo, le tendenze dominatrici. Ne consegue che il buon senso, il distacco, l’umiltà, la semplicità, la buona volontà, giocano un importante ruolo di bilanciamento di questi stati d’animo, unitamente ad una pratica yogica che possa esprimere la massima energia. Difatti in questa fase lunare e’molto maggiore l’incidenza di rapine,  incidenti, omicidi, suicidi, ecc. rispetto ad altri periodi. Per esempio nelle 36 ore del periodo di Luna piena (18 ore prima e 18 ore dopo il momento massimo di Luna piena) è consigliabile evitare i viaggi, le escursioni, qualunque tipo di attività che implichi un certo rischio per la nostra vita o per la nostra salute; in generale si deve evitare di iniziare qualunque tipo di progetto importante e qualunque affare.

Gli effetti sulla nascita, secondo la influenza della luna piena, si college alla correlazione dei cicli lunari (29 giorni circa) e la ciclicità biologica femminile (28 giorni); una delle supposizioni alla base del binomio luna-fertilità fa riferimento alla forza di gravità esercitata dalla luna e alla sua capacità di provocare meree ovvero l’innalzamento del livello dell’acqua presente sulla terra provocato dall’attrazione da parte della luna. In qualche modo, tale influsso potrebbe agire anche a livello del liquido amniotico in cui il feto soggiorna durante i nove mesi producendo degli effetti sulla nascita.

Tipo di yoga da praticare: asanas per la zona pelvica e in caso di mestruazione si evita di eseguire posizioni di inversione. Asanas di opening chakra del cuore e asanas di positivita’.

Luna calante

Elimina, respinge, diminuisce la pressione. Il corpo fisico elimina molto più facilmente le sostanze nocive.

Durante la Luna calante è indicato realizzare alcune azioni tra cui menzioniamo: la disintossicazione e la purificazione dell’organismo (il regime Oshawa, Shank Prakshalana, ecc.);

Un famosissimo detto dice che gli astri inclinano ma non decidono, l’uomo intelligente comprende che gli astri  inclinano soprattutto a seconda della propria attitudine. Si  dice altrettanto che sapere è potere, questo significa che  quando sai, quando conosci, quando sei informato, hai la  possibilità e il potere di agire in un determinato modo. Gli orientali affermano che l’azione è superiore alla non azione e che sapere e non agire è sinonimo di suprema vigliaccheria.

Utilizzando la nostra ragione ci comporteremo da Uomini, pensando, ed eviteremo di agire istintivamente, cosa che è caratteristica del mondo animale. In questo senso è bene ricordare che all’essere umano è stato dato il più grande dono, il libero arbitrio, affinché avesse la possibilità di costruire il proprio destino attraverso le proprie scelte e non per essere schiavo degli avvenimenti passeggeri.

Tipo di yoga da praticare: Pranayama per depurare, Asanas di eliminazione tossine e yoga sull’ascolto. Front bending asanas per aiutare l’apparato digestivo alla purificazione.

Luna nuova (luna nera)

Questo è il periodo massimo della fase calante della luna, è il momento neutro, zero, nella tradizione indiana chiamato anche Shivaratri (la notte di Shiva). Questo giorno è un momento molto buono per iniziare una pratica spirituale e per iniziare cose nuove (per esempio smettere di fumare, smettere di bere alcol e in generale abbandonare le cattive abitudini di cui vogliamo sbarazzarci). E’ altresì un buon momento per realizzare tecniche di purificazione quali Vamana Dhauti, Shank Prakshalana, ecc. In poche parole se vogliamo liberarci di qualcosa, questo è il momento adatto. La Luna Nuova è l’inizio della fase di crescita del ciclo lunare, nella fase di Luna Crescente si attua il processo di accumulo, sedimentazione, rigenerazione della struttura fisica e sottile.

Desideri e scelte in questa fase sono possibilmente realizzabili.

Tipo di yoga da praticare:meditazione, campane tibetane , yoga Kundalini e alter partiche dedicate alla serenita’ e al riequilibrio della energia vitale.

Le fasi lunari variano: ogni sette giorni all’incirca si ha un cambiamento di un quarto di luna. Diversi studi e in tutte le misurazioni ormonali è emerso che, accanto ai cicli mensili, alcuni ormoni quali il cortisolo o il testosterone, hanno un ciclo circa settano. Pensiamo anche alle abitudini culturali come il riposo domenicale o il digiuno del venerdì… non sono altro che modalità inconsce di aderire alle fasi lunari attraverso la vita di relazione e un modo per armonizzarci coi bioritmi neuroendocrini e immunitari interni. Persino la febbre tifoidea nella sua evoluzione naturale (non alterata da assunzione di antibiotici) prevede una serie di quattro settenari di fase alterne dal suo esordio alla guarigione.

Enjoy the practice, by Shanti

Practice, Practice, Practice

“Ashtanga Yoga is 99% practice and 1% theory”
Sri K. Pattabhi Jois

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“La pratica di asana e pranayama è una pratica che, eseguita con determinazione e costanza, porta al controllo del proprio corpo ( del proprio se’) e della mente”.

Come diceva Patthabi Jois quindi in primo luogo e’:

“ practice, practice, practice” per avere una reale comprensione dello Yoga.

Normalmente le prime classi di Astanga Yoga, nella mia piccola esperienza, iniziano con sentimenti di euforia, volonta’, passione, mescolati con l’energia di tutte le persone presenti nella stanza. Dopo alcuni mesi o dopo un anno, entrano dei sentimenti di contraddizione, frustrazione, si vuole capire se la pratica che stiamo eseguendo, essendo molto fisica e dura, portera’ mai a un risultato! E improvvisamente tutti sono in grado di chiudere qualche asana, tutti meno che il sottoscritto! Si muove la nostra energia ristagnante, cominciano a uscire i primi “nodi” emozionali passati, e l’effetto di positivita’ delle prime settimane svanisce.

Ed e’ proprio qui che il nostro lavoro interiore ha inizio. Pensiamo sia una coincidenza questa sensazione di dubbio e malessere psico-fisico. Ma non lo e’! Se una persona decide di seguire costantemente la pratica, ecco che allora arriva il risultato. Arrivano le sensazioni di benessere, leggerezza, serenita’, arrivano le risposte. Controllare la propria mente, personalmente, e’ anche legato al senso di liberta’.

Che cosa significa veramente essere liberi? Come si puo’ essere felici se affidiamo la nostra felicita’ sempre nelle mani di altre persone o altre situazioni? Come possiamo essere felici se la serenita’ e la gioia non partono dal nostro piu’ profondo “Io”?

Una famosa frase buddhista che sempre mi eccheggia nella mente e’ “LA FELICITA’ E’ UNA SCELTA”.

E con la pratica dello yoga costante impareremo a dominare il nostro corpo, a respirare, a volerci bene, a dominare la nostra mente e improvvisamente noi decideremo di essere felici. Noi nel nostro essere, e chi sara’ al nostro fianco si illuminera’ della nostra energia, luce, serenita’, armonia. Avete mai visto o sentito la vicinanza di un vero yogi cosa provoca in noi? Sensazioni di pace e tranquillita’, felicita’ assoluta.

Questo’ e’ amare noi stessi.

Questo e’ yoga.

Questa e’ la vera pratica.

Questoa e’ la vera liberta’.

Practice, Practice, Practice…for to be free!

Namaste’

 

Consigli per una sana vita da ashtanguero

Le note che seguono la pratica devono essere accuratamente comprese prima di andare avanti. Sebbene si può praticare le asanas lo stesso, diventano più efficaci e benefiche quando vengono eseguite nel modo corretto dopo la preparazione.

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Respirazione: deve avvenire sempre attraverso il naso, e seguire il sistema Vinyasa, ovvero in coordinazione con il movimento.

Consapevolezza: lo scopo delle asanas è quello di integrare diversi livelli del nostro corpo, ovvero fisico, pranico, mentale, emozionale, psichico e spirituale. La consapevolezza in questo contesto, può essere inteso come notare le sensazione nel corpo in maniera cosciente, il movimento fisico, la postura in sé, la respirazione in sincronizzazione con il movimento, il fluire del prana, la concentrazione su aree del corpo o chakra specifici, e la cosa più importante la testimonianza e i pensieri – sentimenti che possono sorgere durante la pratica. Questa consapevolezza è l’essenza per poter ottimizzare la nostra pratica giornaliera.

Relax: in ogni momento della pratica che ci sentiamo mentalmente o fisicamente stanchi possiamo praticare Shavasana per poi continuare la pratica serenamente!

Sequenza: quando la pratica diventa costante, la respirazione entra in coordinazione col movimento, si potrà iniziare a praticare “shatkarma” (le pulizie del corpo), pratyahara, dharana e dhyana.

Tempo dello pratica: normalmente il momento perfetto per praticare Ashtanga Vinyasa yoga è la mattina prima dell’alba –brahmamuhurta- dove la nostra mente non ha profonde impressioni sul livello della conscienza, c’è assenza di pensiero in preparazione per la giornata; l’atmosfera è pulita; l’attività dello stomaco e dell’intestino è ferma. Si può altrimenti praticare prima del tramonto .

Età: non ci sono limiti di età per la pratica yoga, lo possono seguire tutte le persone che non presentino gravi patologie o problemi gravi alle aticolazioni.

Luogo della pratica: il posto dove si esegue la pratica dovrà essere ben ventilato con aria corrente non aria condizionata, pulito e con pochi mobili o strumenti. Non ci dovranno essere troppe fonti elettriche e possibilmente in assenza di rumore, compresa la musica: l’unico suono sarà quello del respiro Ujjayi. In India preferibilmente l’Ashtanga yoga si pratica all’aria aperta, in un giardino fiorito o nel bosco.

Indumenti: preferibilmente comodi e di cotone, non usare materiali sintetici. Togliere tutti i tipi di collane e braccialetti che potrebbero distogliere l’attenzione dalla pratica.

Doccia: è consigliato farsi la doccia prima della pratica mattutina, aumenta le prestazioni delle asanas.

Stomaco vuoto: la pratica va eseguita a stomaco vuoto altrimenti sarebbe impossibile eseguire la respirazione corretta. Se si pranza o si merenda bisogna aspettare dalle 2 ale 4 ore dal pasto, dipende dalla propria digestione, se lenta o veloce. Prima della pratica quello che si puo’ fare e’ bere mezzo litro di acqua preferibilmente tiepida per riscaldare gli organi interni, soprattutto la vescica e l’intestino, e per nutrire le cellule ed evitare crampi muscolari.

Dieta:non c’e’ una dieta specifica per chi pratica yoga, le dicerie sul praticare vegetarianismo son incorrette! Bisogna cercare solo di avere una alimentazione equilibrata e leggera, ascoltare il nostro corpo e’ l’unica soluzione! L’unica cosa da seguire e’ questa: evitare cibi acidi che possono aiutare l’insorgere di acidità’ di stomaco e favorire l’insorgere di patologie molto frequenti oggigiorno.

Posizioni inverse: ricordarsi che nella pratica completa della prima serie del’Ashtanga Vinyasa yoga ogni asana dove si pratica un piegamento in avanti, bisogna praticare una contrapposizione con un piegamento all’indietro’ per controbilanciare la curvatura della schiena e dei muscoli annessi.

Non sforzare: qualsiasi sforzo eccessivo nelle asanas potrebbe provocare degli strappi muscolari quindi cercare di capire il nostro limite a livello muscolare e’ consigliato; non si deve cercare di arrivare alla chiusura della posizione con fretta, ci vuole pazienza e concentrazione.

Controindicazioni: le persone con operazioni recenti, problemi cardiaci, ulcere, ernie o con incidenti dove la colonna vertebrale e’ stata danneggiata devono consultare il medico per l’eventuale frequenza al corso di yoga.

Con le mestruazioni preferibilmente non eseguire la pratica, ed evitare tutte le posizioni invertite dopo i primi giorni di mestruazione.

So enjoy Ashtangueros and be happy!!!!

 

Come scegliere un tappetino

Come scegliere un tappetino:

Quando si pratica yoga su un buon tappetino (yoga-mat), la qualità della pratica può cambiare nettamente! E’ l’unico accessorio che usiamo durante le ore di pratica settimanali o quotidiane, e possiamo considerarlo un investimento: non deve ostacolarci, ma deve darci un supporto per una pratica corretta.

Una delle cose più importanti da considerare è lo spessore, perché soprattutto nella pratica dell’Ashtanga Yoga si sollecitano molto le articolazioni. Lo spessore deve essere tale da assorbire l’impatto delle ginocchia e dei gomiti negli asana e deve avere un buon grado di assorbimento e trazione del sudore, in modo che la schiena, le spalle e le ginocchia non possano scorrere aumentando lo sforzo per non scivolare.

Il mantenimento della pulizia del tappetino sarà fondamentale, perchè con il sudore e il trasporto si riempirà di microbi, quindi dovremmo cercare di farlo frequentemente. Quindi nella scelta del yoga mat dovremmo assicurarci che resista ai lavaggi frequenti e che ci impedisca di scivolare tra un asana ed un’altra.

Il prezzo di un buon tappetino può essere molto variabile: dobbiamo considerare che più ore di pratica eseguiamo, e più dobbiamo dotarci di uno yoga mat di buona qualità! La maggior parte dei praticanti di yoga estende la cura che hanno per se stessi e per l’ambiente circostante. Esistono tappetini yoga con coscienza ambientale disponibili.

Infine per mantenere il nostro tappetino in bune condizioni dovremmo anche pensare nel trasportarlo in una yoga-bag, idonea alla misura del nostro tappetino (vedi shop on line).