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I Sapta Rishi

Pubblicato: 03/15/2026

In sanscrito significa i“Sette Saggi”, provengono dalla tradizione dei Rishi.
Nella mitologia e nei testi vedici sono considerati i primi grandi maestri spirituali dell’umanità, custodi della conoscenza sacra e autori o trasmettitori degli inni dei Veda. Ecco qui tre dei più importanti:

VASHISTHASANA E VISHVAMITRASANA
La storia narra di Vishvamitra, un re saggio che governò a lungo il suo regno. Giunto a un certo punto della sua vita, decise di abbandonare il regno e ritirarsi nella foresta per diventare un eremita. All’inizio del suo percorso, ancora accompagnato dai suoi servitori, giunse all’eremo del rishi Vashistha, che l’accolse con benevolenza. Vishvamitra fu colpito non solo dalla vita che il santo conduceva, ma anche dal fatto che quando venne il momento del pranzo nel piccolo e modesto eremo, tutti i suoi servitori poterono nutrirsi a volontà. Chiese quindi al santo Maestro il motivo di questa abbondanza. Con un sorriso, Vashistha mostrò a Vishvamitra una mucca dal mantello bianco e purissimo: si trattava di Kamadhenu, la mucca sacra capace di esaudire ogni desiderio. Un po’ come una lampada di Aladino. Il re, preso dalla cupidigia e dimenticatosi completamente del motivo della sua visita, ordinò a Vashistha di consegnarli la mucca. Vasistha rifiutò. Allora Vishvamitra ordinò al suo esercito di attaccare, ma Vashistha con il potere del suo bastone (danda) scatenò una tempesta di fuoco che spazzò completamente via l’esercito del suo avversario.
Vishvamitra allora, decise di dedicarsi a tutta una serie di austerità (tapas) per ricevere il favore di Shiva e potersi così vendicare: si appese a testa in giù, restò su un solo piede per un anno, si immerse nelle gelide acque del fiume durante la notte. Alla fine Shiva gli apparse e gli concesse un’arma dai poteri terrificanti (la Brahmastra) con la quale Vishvamitra incenerì completamente l’eremo di Vashistha. Ma il saggio rishi rimase completamente illeso.
Allora Vishvamitra riprese le sue pratiche di yoga e di meditazione per riuscire a eguagliare l’enorme potere spirituale di Vashistha. Le sue motivazioni non erano pure, ma la pratica delle varie tecniche fu lo stesso efficace, per cui alla fine Vishvamitra si ripresentò al cospetto di Vashistha salutandolo con umiltà e chiedendo il suo perdono. In quel momento Vishvamitra ottenne la liberazione. Vashistha percepì il suo cambiamento e lo abbracciò. Così i due rishi misero fine al loro rancore.
Dedicato a questo saggio abbiamo il Gayatri mantra (scoperto dallo stesso Vishvamitra):

“Om bhur bhuvah svah
Tat savitur varenyam
Bhargo devasya dhimahi
Dhiyo yo nah prachodayat”

IL SAGGIO KOUNDINYA

La storia di questo grande saggio è inscindibilmente legata a quella del principe Siddharta Gautama, meglio conosciuto come Buddha (l’Illuminato).
La storia narra che al momento della nascita del principe, i sovrani che erano i suoi genitori convocarono tutti i sapienti e gli astrologi del regno, al fine di ricevere predizioni su quello che immaginavano essere un futuro radioso e felice. Tutti diedero infatti pareri positivi, tranne il saggio Koundinya, che disse: il principe diventerà un grande asceta e un illuminato, e la sua fama non sarà legata al successo mondano.
Preoccupati a causa delle parole del saggio, i sovrani circondarono il giovane principe di tutte le protezioni possibili, facendolo vivere in una sorta di gabbia dorata e impedendogli di uscire dal palazzo. Bastò tuttavia la vista di tre persone (una anziana, una ammalata e una deceduta), perché le fondamentali domande esistenziali si affacciassero nella mente del principe. Dopo aver fatto discernimento, il principe fuggi da palazzo alla ricerca dell’illuminazione suprema, e una volta ottenutala, il saggio Koundinya divenne il suo primo discepolo.

BHARADVAJASANA – LA GIOIA DELLA CONDIVISIONE

La storia narra di un grande saggio che per tutta la sua vita fu intento allo studio dei Veda. Raggiunse quindi una conoscenza intellettuale straordinaria. Alla fine della sua vita, gli apparve Shiva. Bharadvaja, tutto contento, gli disse: sei venuto qui per portarmi via con Te? Assolutamente no, gli rispose severamente il dio. E poi Shiva gli mostrò un mucchietto di terra proveniente dalle sacre montagne dell’Himalaya dicendogli: questo è il valore della conoscenza che hai raggiunto.
Quindi nell’incarnazione successiva Bharadvaja moltiplicò i suoi sforzi e il suo ardore, passando giorno e notte a studiare i testi dei Veda e trascurando le relazioni sociali. Alla fine della sua vita, la scena si ripeté uguale. E questo si verificò anche con l’incarnazione successiva. Allora Bharadvaja pregò profondamente di poter raggiungere la comprensione di quanto successo. E finalmente capì: dopo queste tre incarnazioni fallimentari, Bharadvaja si dedicò all’insegnamento, condividendo con gli altri le conoscenze raggiunte e alleviando le fatiche e le sofferenze dei suoi simili attraverso la comprensione spirituale che aveva raggiunto.
Finalmente il dio Shiva si mostrò contento e gli apparve per annunciargli la fine del suo samsara (del suo ciclo di morti e rinascite). Ma Bharadvaja rifiutò, dicendo: la gioia che ho provato nella condivisione è stata talmente grande che voglio continuare ad alleviare le fatiche dell’umanità in questo modo. Così Bharadvaja divenne uno dei sapta rishi = i sette saggi immortali viventi su questo pianeta Terra.

Morale (Yoga. Le storie dietro le posizioni, Dr. Raj Balkaran, p. 217: L’incarnazione non è un ostacolo alla divinità, ma è un’espressione di essa. La saggezza non richiede di fuggire dal mondo: dobbiamo abbracciarlo. I saggi devono affermare la realtà, senza naturalmente lasciarsi sopraffare. Nulla merita di essere posseduto se non può essere condiviso. Il nostro compito nel mondo è definito dalla nostra disponibilità verso gli altri. Pensate all’impatto che potete avere mentre insegnate ciò che conoscete; la trasmissione del sapere si propaga così, tocca una vita dopo l’altra, illuminando una situazione dopo l’altra.
Di questo aveva bisogna Bharadvaja per moltiplicare le sue manciate di polvere e diventare come l’Himalaya.

Om Tat Sat

Pubblicato: 03/15/2026