L’importanza del Gāyatrī Mantra

Pubblicato: 11/10/2021

L’importanza del Gāyatrī Mantra

In occasione dell’evento organizzato da Eszendo Yoga del 26 novembre con Emi Onishi, vorrei parlarvi del mantra che abbiamo scelto per la nostra meditazione: il Gāyatrī Mantra, che è considerato il più sacro tra tutti i mantra del Sanatana Dharma.

La parola proviene da Gaya-Ti (energie vitali) e Traya-te (conserva, protegge e concede la liberazione), il cui significato si avvicina a “tutto il Sé esistente che canta e protegge tutto ciò che esiste” e anche “tutto ciò che protegge la persona che lo recita”.

Il Gāyatrī Mantra, secondo i testi antichi e secondo la pratica dei bramini, veniva recitato all’alba e al tramonto. Inoltre è la rappresentazione massima di una divinità specifica: il Sole o Savitri (per questo viene spesso indicato come Savitri mantra).

Il Gāyatrī Mantra è anche stato associato alla dea Gāyatrī, moglie del dio creatore Brahma: il mantra sarebbe la sua personale incarnazione come Spirito Universale. Gāyatrī Devi è raffigurata con cinque volti ed è venerata come la forma unitaria di Durga, Lakshmi e Saraswati, l’equivalente della Trimurti, composta dalle tre divinità maschili Brahma, Vishnu e Shiva.

Lo ritroviamo anche nei Veda, nelle Upanishad e nel Bhagavad Gita.

Il testo nei Veda è:

Om Bhur Bhuvah Svaha
Tat Savitur Varenyam
Bhargo Devaysa Dhimahi
Dhiyo Yo Nah Pracodayat

Questi i significati delle singole parole:

    • Om: Brahman (l’Assoluto). Suono come base della creazione.
    • Bhur: si riferisce alla terra e al mondo terreno, materiale, piano materiale dell’Esistenza.
    • Bhuvah: aria, il mondo sottile. L’atmosfera, l’etere. Bhuvah è anche Prana Shakti, il potere dell’energia vitale, piano sottile dell’Esistenza.
    • Svaha: il cielo come dimora degli Dei, piano celeste dell’Esistenza.
    • Tat: quello. Paramatma, Dio o Brahma. La realtà ultima è definita semplicemente “quello” perché è al di là di ogni descrizione.
    • Savitur: indica la divinità Savitri (che è l’origine di tutto l’Universo, l’inizio del tutto, il sé interiore dell’uomo, l’essenza divina che è in ciascun essere vivente). La forza vivificante del sole, il Divino Sole (Surya).
    • Varenyam: degno di adorazione, l’Assoluto.
    • Bhargo: lo splendore, l’effulgenza spirituale, la luce che dona la saggezza, luce gloriosa.
    • Devasya: la realtà divina, luce divina.
    • Dhimahi: noi contempliamo, meditiamo.
    • Dhi Yo: l’intelletto, la mente (Dhi Yo Yo Nah).
    • Yo: che.
    • Nah: il nostro.
    • Prachodayat: illuminazione, guida, ispirazione.

Ricercando il vero significato di questo mantra, ho trovato diverse traduzioni – interpretazioni. Non si può affermare che una sia corretta e l’altra no poiché il vero significato del Gāyatrī Mantra sarà colto soltanto grazie alla pratica e tramite lo sviluppo della saggezza.

Meditiamo sullo splendore eccelso del divino Sole (Vivificante), possa Egli illuminare le nostre menti.

Contempliamo lo splendore spirituale del Divino Sole, possa la sua luce illuminare e guidare la mia mente, così come risplende nei tre piani dell’Esistenza.

Possa la luce divina del Supremo illuminare il nostro intelletto per condurci lungo un percorso di rettitudine (come mantra alla divinità Gāyatrī).

Desidero concentrarmi e quindi ottenere l’adorabile splendore di Savitri, la luce effulgente dell’illuminazione e della lungimiranza, che possa sempre risplendere nella mia mente così come risplende nei tre mondi nel passato, presente e futuro.

Meditiamo sulla gloria di questo Essere che ha prodotto questo universo; possa Egli illuminare le nostre menti. Swami Vivekananda

O Madre Divina, il nostro cuore é coperto di tenebre. Ti preghiamo, allontana da noi questa oscurità ed accendi la Luce dentro di noi (come mantra alla divinità Gāyatrī).

Quando recitare il Gāyatrī Mantra?

La Madre Gāyatrī è legata al Dio Sole. Per questo, come dicevamo prima, il mantra andrebbe cantato al mattino, oppure a mezzogiorno o al tramonto. 

Durante il nostro evento reciteremo il Gāyatrī Mantra per 108 volte, dal numero delle 108 perle del nostro rosario (Japa Mala). Nella pratica quotidiana non è necessario ripeterlo tutte queste volte, ma sono importanti la costanza nella pratica e la determinazione.

Per recitare il Gāyatrī Mantra (ma non solo!) sarebbe bene, infatti, alzarsi durante il Brahma-Muhūrtam, il tempo di Brahma, che corrisponde alla primavera del giorno.

I muhūrta sono periodi di 48 minuti che dividono la giornata e, secondo la tradizione Ayurvedica, è consigliato svegliarsi utilizzando il riferimento di 2 muhūrta.

Quindi, indicativamente, dovremmo svegliarci 96 minuti prima del sorgere del sole.
Questo è il momento perfetto sia per recitare questo mantra, per svolgere i rituali di pulizia (Dinacarya) e praticare lo Yoga e la Meditazione.

Om Namah Sivaya

Pubblicato: 11/10/2021